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09/Maggio/2012

Barbagia primitiva

Turismo attivo a contatto con una natura selvaggia

18/Apr/2012

Domenica 29 aprile a Palazzo Roccabruna ore 18:00.

 

La storia di com'è nato e com'è stato vissuto dalle parole dei protagonisti.

24/Mar/2012

Domenica 25 marzo 2012 sulla Domenica de Il Sole 24 Ore leggete l'articolo di Camilla Tagliabue dedicato al progetto UNESCO in bici.

13/Mar/2012

Sosteniamo il turismo attivo e responsabile.

http://www.bitas2012.it/

23/Gen/2012

Il sito UNESCO in bici parte finalmente. Molte riviste e blog ci hanno accolto positivamente fra cui il Corriere della sera

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05/09/2012 - 23:33

Barbagia primitiva

Turismo attivo a contatto con una natura selvaggia

di Alessandro Cristofoletti

UN'ALTRA SARDEGNA
Il lago Cedrino con il Supramonte sullo sfondoLa Sardegna è terra selvaggia ancora da scoprire. Dal mare all’entroterra. E il modo migliore per farlo è attraverso un approccio attivo. Se il “Continentale”, come qui è chiamato l’uomo che proviene dall’Italia, si sente esploratore dello sconosciuto e dell’avventura, pur uscendo giusto fuori porta, il “Sardo” e la sua terra non disattendono le aspettative. Quanto mai lontani da Portocervo e dal Billionaire, da calciatori e da soubrette in vacanza, qui, in Barbagia, nell’esatto centro di quest’isola, antico ponte del Mediterraneo fra oriente e occidente, si ritrova l’elemento primordiale. Ciò che abita le valli e le montagne che si frappongono fra Nuoro e lo splendido mare del golfo di Orosei, catapulta indietro, in un passato presente che non suona né falso né anacronistico semplicemente perché qui il tempo trascorre in modo diverso (un vecchio detto sostiene che in Sardegna i minuti sono di 80 secondi). L’isola è un mondo a sé, anche se non costituisce un sistema chiuso. I caratteri di unicità, sommati alle influenze provenienti dall’esterno, fanno apparire ogni cosa come familiare, vicina, caratterialmente affine, eppure allo stesso tempo dissimile e lontana, arcaica.

TESTIMONIANZE DI UN PASSATO ANTICO
Il Nuraghe di Barumini, nel Medio Campidano, è uno dei più grandi e simbolici di tutta la Sardegna. Rientra nel novero UNESCOA richiamare l’unione con il passato plurimillenario della cultura sarda sono i Nuraghi, costruzioni emblematiche e misteriose di una civiltà scomparsa per mano romana nel II secolo a.C. Il popolo nuragico, progenitore dell’attuale popolo sardo, visse in Sardegna a partire dal 1700 a.C. e qui vi lasciò disseminati in tutto il territorio quelli che sono considerati i più grandi monumenti megalitici al mondo. Il fascino di queste testimonianze è dato dal mistero che le avvolge. Ancora oggi è difficile risalire alla loro precisa funzione. Se i Nuraghi fossero delle tombe monumentali, dei templi di culto del sole, delle fortezze o dei forni per metalli non è dato sapere poiché nessun documento scritto è arrivato fino a noi. Sono però ancora molto numerosi quelli in piedi (circa 7000), svettanti sulla sommità di aride colline o seminascosti dalla vegetazione nei densi e ombrosi sughereti.

CULTURA
Negli abitanti il carattere primordiale assume i contorni di un’incorruttibilità genetica verso i propri costumi intesi come modo d’essere oltre che di foggia. Ciò è tuttavia integrato a un continuo e fertile dinamismo culturale e artistico, in una fusione propositiva fra vecchio e nuovo. Certo, siamo in un’isola, e i confini naturali, si sa, aiutano a rendere unica una certa qualità, sia essa umana o appartenente ad altre specie viventi. Dall’atteggiamento cordiale ma riservato che denota introspezione, alle pietanze e al vino sempre abbondanti sulle tavole, alla flemma da mancanza di stress, tutto partecipa a descrivere una indole che segue ritmi e filosofie di vita imprescindibili dal contesto in cui sono nate.

Per conoscere meglio questo popolo è possibile visitare il Museo etnografico sardo di Nuoro; è il più importante della Sardegna nel suo genere e contiene svariate testimonianze (notevole è la collezione di abiti d’epoca provenienti dalle varie province sarde) sugli oggetti d’uso comune e di cerimonia che sono arrivati a noi dopo secoli di utilizzo nella vita quotidiana e nei riti caratteristici, quali la celebrazione dei sacramenti, le nascite, i funerali, le feste e il carnevale (l’esempio più emblematico è quello di Mamoiada e delle sue maschere tradizionali, i Mammuthones e gli Issohadores). A fare da ponte fra la cultura sarda e “il continente” sta una lunga generazione di artisti che hanno vissuto e raccontato la Sardegna attraverso le loro opere a partire dal 1800. Prima fra tutti Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura nel 1926. Nuorese di nascita, la Deledda dimostrò nei suoi scritti un’attenta conoscenza della cultura della Barbagia e proprio nella sua casa natale è stato allestito un piccolo museo in sua memoria. Le pareti dell’abitazione non sono state toccate e anche alcuni ambienti, fra cui la cucina, ricca di pentolame e strumenti culinari, e la camera da letto con il piccolo scrittoio presso il quale ella sedeva a elaborare i suoi componimenti, sono rimasti così com’erano un tempo. Anche il giardino retrostante l’edificio, un piccolo angolo di tranquillità dove la Deledda era solita ritirarsi per leggere all’ombra di una vecchia quercia è, oggi come allora, rifugio per chi vuole indugiare nella lettura di qualche sua novella.

CUCINA

Pane carasauOspiti dai modi semplici e premurosi, i sardi vi accoglieranno ai loro banchetti nei quali assaggerete i loro migliori prodotti. All’ombra di lecci centenari potrete mangiare il formaggio pecorino assieme al pane carasau, il pane tipico della Barbagia, una sottile sfoglia rotonda molto saporita e croccante, il porceddu, il maialino da latte arrosto, assieme a una vasta varietà di salumi e formaggi, annaffiando il tutto con del cannonau, il vino rosso a vitigno autoctono più diffuso in Sardegna, un rosso rubino dai riflessi granata sapido e dagli intensi profumi di spezie e frutti di bosco. A fine pasto potrete gustare il dolce tipico di questa zona, le seadas, dei dischi di pasta sottile contenente del formaggio fresco che vengono fritti e ricoperti di miele fuso, mentre un bicchierino di scuro liquore al mirto sarà la perfetta conclusione di questo simposio in cui sono i sapori pieni e robusti a farla da padroni.
 

LA NATURA ESTREMA TEATRO DI UN TURISMO ATTIVO E SPORTIVO

Camminando nelle valli scoscese, nelle pietraie di calcare e nelle gigantesche forre, sembra di cavalcare il dorso rugoso di un dinosauro addormentato. La primordialità di questo luogo si realizza nell’estremizzazione dei suoi contrasti naturali. Le bianche pareti del Supramonte, un vasto complesso montuoso (uno dei più estesi della Sardegna, circa 350 km²) imperano sulla vallata di Nuoro interponendosi fra il capoluogo e il mare. Il massiccio calcareo, circondato sui quattro lati dai rispettivi paesi di Dorgali, Oliena, Orgosolo e Urzulei, contiene alcuni fra i più importanti tesori naturali della Sardegna. In questo ambiente sono molte le attività praticabili. Tuttavia per questa montagna è consigliabile ricorrere ad una guida (si tratta di un luogo particolarmente selvaggio in cui si trovano pochissimi sentieri segnati).

Trekking

La fonte di Su GologoneSi vien colti da vertigine entrando nella gola di Su Gorropu, le cui pareti in alcuni punti sono alte più di 450 metri. Lungo il sentiero che percorre in circa 3 ore uno dei canyon più profondi d’Europa si varca la soglia di un passato magico e allo stesso tempo reale, effetto derivante dal contatto diretto con i segni ancora inviolati sulla terra del lento scorrere del tempo. Leggenda vuole che nel punto più profondo e buio dell’orrido, dove le pareti quasi si scontrano sulla sommità, un occhio acuto riesca a vedere le stelle in pieno giorno. La vertigine speculare ghermisce invece guardando verso il basso, dentro la sorgente di Su Gologone, a pochi chilometri di distanza. All’interno di quello che da fuori può essere interpretato come un comune boschetto si trova uno spettacolo unico. La falda è un piccolo specchio d’acqua di una limpidezza sorprendente. Lo sguardo tenta invano di cogliere il fondo del bacino. Questa fonte, la più importante della Sardegna per portata d’acqua (in media 300 l/s), è stata esplorata da sub esperti e ricercatori molte volte, ma ancora non è stato raggiunto il punto di massima profondità. Le esplorazioni si sono fermate a 135 metri, ossia a circa 30 metri sotto il livello del mare.
 

Speleologia
La sorgente di Su Gologone è solo uno dei fenomeni geologici degni di nota in questa regione carsica. Ogni buco, ogni anfratto, può essere l’entrata di un mondo sotterraneo che custodisce delle bellezze da capogiro per chi voglia cimentarsi nella speleologia. Chiunque da piccolo abbia letto Giulio Verne, attraversando i meandri della grotta del Bue Marino, rievocherà gli scenari di Viaggio al Centro della Terra. Questa caverna misura all’incirca 16 km ed è visitabile per alcuni lunghi tratti con l’aiuto di personale esperto. Vi è anche un itinerario turistico che si inoltra nell’antro per 1 km, al quale si accede via mare. L’ingresso della grotta è scavato nella grande scogliera che divide la spiaggia di Cala Luna al piccolo centro abitato di Cala Gonone e permette all’acqua marina di insinuarsi nel cunicolo per 900 metri fino a congiungersi con quella dolce che filtra dall’ interno.

Canoa
Canoa a Cala Luna
Sono molti coloro i quali si avvicinano alla grotta del Bue Marino in Canoa, includendo la caverna in una visita più ampia che comprende le calette raggiungibili solo via mare. La bellezza di praticare questo sport in questo luogo, oltre alla possibilità di ammirare la verticalità e i colori delle scogliere, la purezza dell’acqua e di accedere a spiagge altrimenti inarrivabili via terra, sta anche nella tranquillità che questo mare riesce a garantire. Ci troviamo pur sempre dentro un golfo, che sebbene sia di grandi dimensioni, spezza  le correnti rendendo più docili le onde.


L’ambiente sottomarino

La mitezza del mare rende maggiormente piacevole lo snorkeling, che consente di visitare i fondali sassosi e sabbiosi del golfo. Una grande varietà di pesci e altre forme di  vita assicura uno spettacolo subacqueo affascinante, di cui si può avere un assaggio nella visita all’ acquario di Cala Gonone. Questa struttura, di recente costruzione, mostra specie marine autoctone e tropicali in un viaggio verso gli abissi partendo dalle creature costiere di basso fondale a quelle che abitano fino a 400 metri di profondità.


Arrampicata

Le pareti della Codula di Luna, un greto asciutto che porta al mareSono molte le opportunità anche per chi pratica l’Arrampicata. La roccia calcarea, modellata dall’incessante   lavorio dell’acqua di antichi torrenti di cui oggi ritroviamo solo le spoglie levigate, offre l’ambiente naturale per gli amanti delle evoluzioni e della tecnica su ottime aderenze. Le difficoltà sono fra le più svariate, dalla punta di diamante dell’arrampicata sportiva, la via Hotel Supramonte, che si trova nella valle del Gorropu e che presenta difficoltà estreme, alle comode ma coinvolgenti ferrate che possono essere intraprese, con l’aiuto delle guide, anche da avventurosi neofiti.




 

 

Canyoning

Nella valle del Lanaitto, che da nord si insinua nel Supramonte, svariate sono le gole nelle quali si pratica il Canyoning. Questa giovane disciplina, che prevede la discesa con corde e discensori di stretti corsi d’acqua all’interno dei quali si formano dei laghetti e delle forre, qui avviene nella maggior parte dei casi all’asciutto. L’attrezzatura è simile a quella speleologica, con mute e caschetti che permettono di proteggersi da urti e da basse temperature.

A Cavallo e in Mountain bike
In questa zona, percorrendo le strade sterrate e i sentieri a cavallo e in mountain bike, si può attraversare l’entroterra secco ma rigoglioso, terra di pastori e armenti, fino a raggiungere e dominare la costa. Si attraversano foreste di querce sorprendentemente ordinate, dove il sottobosco è quasi assente e il terreno, ovunque si volga lo sguardo, sembra dissodato da una schiera di pazienti contadini. Questo è l’effetto provocato dall’abbondanza di cinghiali e maiali selvatici che abitano queste regioni e che con i loro musi smuovono lo strato superficiale alla ricerca di ghiande, impedendo alla vegetazione sottoboschiva di insorgere. Nelle aree più luminose, sui cocuzzoli rocciosi o sui crinali, spuntano macchie di ginestre e lentischio, le quali lasciano il posto talvolta, digradando verso il mare, a siepi di rosmarino profumato e agli oleandri. Nei punti più impervi si arrampica solitario il ginepro, le cui forme tortuose trasmettono una tenace sofferenza, la quale si irradia anche ai gabbiani che, frustati dalla brezza di mare, vi costruiscono i nidi fra le radici.

Trekking culturale
Per unire l’escursione in ambiente naturale alla storia e alla cultura del luogo, uno degli itinerari più interessanti è quello che porta al Monte Tiscali, cima di bassa quota che fa da spartiacque alla valle del Lanaitto. Sulla sommità di questo dosso si apre una voragine, conseguenza del crollo, in tempi antichissimi, del soffitto di una grotta. Nel camerone sottostante, accessibile da un unico punto di cedimento delle pareti, si trovano i resti di un insediamento nuragico datato fra il VI e il IV secolo a.C. La cornice qui sintetizza e amplifica alla perfezione l’insieme di alcuni degli ingredienti che si ritrovano in Barbagia: un coinvolgente cammino in una terra che con la sua natura selvaggia gioca a nascondino nel mostrare le vestigia di una grande civiltà perduta.


Fonti:   

http://it.wikipedia.org/

http://www.activsardegna.com

http://www.isresardegna.it/index.php?xsl=565&s=16&v=9&c=4093&nodesc=1

http://www.acquariocalagonone.it/

http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?s=19511&v=2&c=2487&c1=2124&t=1

 

Si ringrazia BITAS 2012 per la cortesia e l’accoglienza.

04/18/2012 - 19:18

Domenica 29 aprile a Palazzo Roccabruna ore 18:00.

 

La storia di com'è nato e com'è stato vissuto dalle parole dei protagonisti.

 

03/24/2012 - 18:04

Domenica 25 marzo 2012 sulla Domenica de Il Sole 24 Ore leggete l'articolo di Camilla Tagliabue dedicato al progetto UNESCO in bici.

03/13/2012 - 01:46

Sosteniamo il turismo attivo e responsabile.

http://www.bitas2012.it/

01/23/2012 - 06:42

Il sito UNESCO in bici parte finalmente. Molte riviste e blog ci hanno accolto positivamente fra cui il Corriere della sera

Siamo pronti a dare il via a questo lungo viaggio. Dalla prossima settimana già la seconda tappa di questo itinerario che durerà 11 settimane con altri 10 giorni di attività. Buon Tour. 

 

 

12/16/2011 - 09:15

A più di un anno dalla fine del progetto UNESCO in bici siamo finalmente pronti a presentarvi il nuovo sito web dedicato all’iniziativa. 

 

Nel sito sarà possibile consultare il diario di viaggio di Samuele, vedere i video di Alessandro, le fotografie, rivivere le tappe in bicicletta, e navigare nei tour virtuali.

Per il momento sono presenti i contenuti dei primi 10 giorni di viaggio. Stiamo cercando partner giornalistici assieme ai quali offrire a UNESCOINBICI.it la maggior visibilità possibile.

A breve saremo pronti per offrirvi un aggiornamento costante del sito con 10 giorni di viaggio ogni settimana. Ogni pagina del diario di viaggio contiene tutti i contenuti multimediali relativi a una giornata di viaggio.

Basta un click per consultare testi, video, foto, e le tappe in bici registrate dai nostri ciclisti con il navigatore satellitare offertoci da GARMIN.

I dettagli dele tappe possono essere consultati clickando l'icona Verde nel riquadro Garmin Connect.

Sarà possibili rivivivere le tappe come sono state percorse dai nostri ciclisti, visualizzando dati interessanti come altimetria e velocità.

 

 

02/18/2011 - 09:32

09/25/2010 - 10:47

Alessandro, Samuele e Marco ospiti al festival del viaggio in bicicletta, a Siena.

Siamo arrivati qui ieri pomeriggio, ospiti del festival(www.ciclomundi.it); ed abbiamo approfittato del soggiorno qui per gustarci ancora questa città follemente bella. Oggi, alle 10.30, dentro il museo archeologico di Santa Maria della Scala di fronte al Duomo di Siena, raccontiamo il nostro viaggio per l’Italia.

 

Matteo, autore della casa editrice Ediciclo, ci accoglie nella stanza della conferenza, per la rassegna viaggi di-vini. La piccola orchestra Guido Rigatti Ensemble suona e canta con violoncello, contrabbasso e fisarmonica, per introdurre e intramezzare la rassegna.

 

Poi cominciamo a parlare del viaggio, insieme a Matteo, scoprendo i chilometri percorsi, le ore di riprese, raccontando la preparazione, le difficoltà, la soddisfazione e le meraviglie che ci hanno accompagnato, sotto il cielo di un’estate italiana.

 

A conclusione dell’incontro, dopo due chiacchiere con i curiosi tra il pubblico, ci spostiamo tutti in fondo alla sala a degustare un bicchiere di vino senese, dalla Vernaccia al Brunello, offerto dall’Enoteca Italiana.

 

Ora dovremo andare all’albergo per recuperare l’attrezzatura e girare per Siena a salvare nella memoria della telecamere lo spettacolo di questa città unica, prima di riprendere il treno verso Trento.